"L'opinione" di Gabriella Zagaglia - artgarage n14

ultimo aggiornamento: 07.10.2019
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"L'opinione" di Gabriella Zagaglia

Gian Domenico Negroni

Il suo è un mondo composito, plurimo, fatto di assemblaggi di piccoli elementi schiaccianti, come prove sulla scena del delitto. Le immagini sono informali, destrutturate apparentemente, orientate verso un espressionismo astratto di cui ne riporta, intatta, la connotazione tipica legata al momento depressivo di una società perduta. Risalta coerentemente, la temporaneità delle dinamiche impresse sulle tele: un “Action Painting” che supera l’aspetto psicologico esistenziale e si trasforma in indagine analitica e accusatoria del male del secolo in cui viviamo. In un’apparente apologia del “caos”, si dipana un racconto ricco di risvolti e fatali coordinate che convergono ineluttabilmente verso un punto di non ritorno. Numeri, parole, dati materici e impronte cromatiche emozionali, conducono l’osservatore nel luogo dell’accaduto, irretendolo e inglobandolo nella dinamica ricostruttiva-distruttiva. La “location” d’elezione è la cronaca: dura, spietata, irriverente. Quella che ogni giorno trafigge l’uomo contemporaneo, quella che non si presenta, ma apre la porta ed entra nella mente con violenza e dalla quale, è impossibile difendersi. Il dato reale viene incluso l’artista, in un contesto che lo pone di fronte ai propri elementi, come un assassino di fronte a dei testimoni oculari. L’osservatore si trova in una schiacciante condizione interattiva, ed è chiamato a risolvere il “rebus”, a rispondere ai mille perché che hanno causato l’evento fatale e devastante, sprofondando in quel “vuoto tra arte e vita” che indicava Robert Rauschenberg. Sempre e comunque, si respira un imput alla riflessione, all’autocritica. All’introspezione. Una dimensione privilegiata, quella di chi guarda, che ha modo di ripercorrere “il film” che ha di fronte in avanti e indietro, per capire, commentare, rielaborare fatti compiuti. Negroni ci svela la parte buona dell’uomo contemporaneo, quella dove la coscienza ha ancora credito nella storia e si gioca la carta del pentimentoe rincresimento da parte dei colpevoli. Il suo è un appello accorato, un urlo mirato all’immaginario collettivo, come una punta di diamante sulla lastra di vetro di una realtà agghiacciante.
 
 
                                                                                                                                                                                              
    Grabriella Zagaglia
art[G]arage
by Gian Domenico Negroni
pittore e scenografo
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